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Aggiungere una batteria a un impianto fotovoltaico esistente: serve cambiare inverter?

Immagine del redattore: IS ENERGY S.R.L.
IS ENERGY S.R.L.
6 ott
Tempo di lettura: 6 min

Molti impianti fotovoltaici installati alcuni anni fa sono stati progettati senza batteria.

Oggi, però, il profilo dei consumi può essere cambiato: più climatizzazione, pompa di calore, piano a induzione, auto elettrica oppure semplicemente più consumo nelle ore serali.

La domanda diventa quindi:

“Posso aggiungere una batteria al mio impianto esistente?”

La risposta è sì.

Ma la seconda domanda è ancora più importante:

“Devo cambiare anche l’inverter?”

Non necessariamente.

Dipende da come è stato progettato l’impianto esistente e da come si vuole integrare il nuovo accumulo.


1. Prima di tutto: perché aggiungere una batteria dopo alcuni anni?

Un impianto può produrre perfettamente, ma avere comunque molto surplus durante il giorno.

Un caso tipico è questo:

  • casa quasi vuota dalle 8:00 alle 18:00;

  • fotovoltaico che produce soprattutto a metà giornata;

  • molta energia immessa in rete;

  • consumi che aumentano la sera.

In questa situazione non serve necessariamente produrre più energia.

Può essere più interessante utilizzare in un altro momento quella che già produci.

È proprio questa la funzione dell’accumulo.


2. Serve sempre sostituire l’inverter?

No.

Esistono due strade principali.

Soluzione A – mantenere l’inverter fotovoltaico esistente

L’impianto fotovoltaico continua a lavorare con il suo inverter originale.

La batteria viene aggiunta attraverso un sistema di conversione dedicato, collegato sul lato AC.

È una configurazione comunemente definita:

AC-coupled.

Soluzione B – sostituire l’inverter con un inverter ibrido

Il vecchio inverter viene sostituito con un modello capace di gestire direttamente:

fotovoltaico + batteria + casa + rete.

Questa configurazione consente una gestione più integrata del sistema e viene spesso utilizzata quando si vuole rinnovare anche la parte inverter.

Quindi la risposta non è:

“per installare una batteria bisogna cambiare inverter.”

La risposta corretta è:

“bisogna capire se conviene integrare il sistema esistente oppure riprogettarne una parte.”


Impianto fotovoltaico esistente aggiornato con batteria di accumulo e inverter ibrido
Impianto fotovoltaico esistente aggiornato con batteria di accumulo e inverter ibrido

3. Quando può avere senso mantenere il vecchio inverter?

Immaginiamo un impianto da 6 kW installato quattro anni fa.

L’inverter:

  • funziona bene;

  • è relativamente recente;

  • è ancora in garanzia;

  • produce correttamente;

  • non presenta problemi.

Sostituirlo solo perché si vuole aggiungere una batteria potrebbe non essere sempre la scelta più razionale.

In questo caso una soluzione retrofit che mantiene l’inverter esistente può essere interessante.

Il vantaggio principale è evidente:

non si elimina un componente ancora perfettamente funzionante.


4. Quando invece può essere più logico passare a un inverter ibrido?

Consideriamo un impianto più vecchio.

L’inverter:

  • ha già diversi anni di funzionamento;

  • non è compatibile con le esigenze del nuovo sistema;

  • dovrà probabilmente essere sostituito nel prossimo futuro;

  • non offre le funzioni di gestione energetica desiderate.

A questo punto può essere più sensato evitare di aggiungere semplicemente un altro componente.

Si può valutare direttamente:

nuovo inverter ibrido + batteria

e riorganizzare la gestione dell’impianto.

La scelta diventa ancora più interessante se, oltre alla batteria, si prevede di aggiungere in futuro:

  • pompa di calore;

  • wallbox;

  • maggiore potenza fotovoltaica;

  • nuovi carichi elettrici.


5. AC-coupled e DC-coupled: qual è la differenza?

Non serve entrare troppo nella teoria, ma la distinzione è utile.

AC-coupled

Il fotovoltaico mantiene il proprio inverter.

La batteria utilizza un sistema di conversione dedicato.

È una soluzione particolarmente interessante negli interventi retrofit, perché permette in molti casi di intervenire senza sostituire tutto il sistema esistente.

DC-coupled

Fotovoltaico e batteria vengono gestiti in modo più integrato sul lato DC, normalmente attraverso un inverter ibrido compatibile.

Può essere una soluzione molto razionale quando l’impianto viene progettato fin dall’inizio con accumulo oppure quando si decide di sostituire il vecchio inverter.

Dal punto di vista delle conversioni energetiche, le due architetture non sono identiche: in molte configurazioni AC-coupled l’energia attraversa più stadi di conversione, mentre una soluzione DC integrata può ridurne alcuni. Il rendimento reale, però, dipende sempre dall’hardware e dalla configurazione specifica.


6. Un esempio pratico: casa con fotovoltaico da 6 kW installato nel 2022

Prendiamo una famiglia di tre persone.

Ha installato nel 2022:

6 kW fotovoltaico senza batteria.

Oggi dai dati emerge che:

Produzione annuale: buonaConsumo diurno: relativamente bassoImmissione in rete: elevataPrelievo serale: ancora significativo

Il proprietario vuole aggiungere circa 10 kWh di accumulo.

La prima domanda non dovrebbe essere:

“Quale batteria compro?”

Dovrebbe essere:

“Il mio inverter attuale ha senso mantenerlo?”

Se l’inverter è recente e funziona bene, una configurazione retrofit può meritare attenzione.

Se invece si tratta di un inverter ormai vicino alla sostituzione, può essere più interessante valutare direttamente un sistema ibrido.


7. Prima di cambiare inverter bisogna controllare anche i pannelli

Sostituire l’inverter non significa che qualunque inverter possa essere collegato automaticamente al vecchio campo fotovoltaico.

Bisogna verificare almeno:

  • tensione delle stringhe;

  • corrente delle stringhe;

  • numero di MPPT;

  • configurazione dei moduli;

  • potenza fotovoltaica esistente;

  • eventuali futuri ampliamenti.

Questo è uno dei motivi per cui il retrofit dovrebbe partire da un controllo tecnico dell’impianto esistente.

Un inverter nuovo può essere tecnicamente ottimo, ma deve comunque essere compatibile con il campo fotovoltaico già installato.


8. Anche la batteria deve essere compatibile con l’inverter

Un altro errore frequente è pensare:

“Scelgo prima la batteria e poi vediamo come collegarla.”

Non è il modo migliore.

Nel caso di un sistema ibrido bisogna verificare la compatibilità tra:

inverter + tensione batteria + BMS + comunicazione + potenza di carica/scarica.

Non tutte le batterie sono intercambiabili con tutti gli inverter.

Per questo è normalmente preferibile scegliere una combinazione già prevista e supportata dal produttore.


9. Monofase o trifase conta anche nel retrofit

Se l’impianto esistente è monofase, non basta decidere semplicemente di installare una batteria.

Bisogna mantenere coerenza tra:

  • fornitura elettrica;

  • inverter;

  • sistema di accumulo;

  • carichi della casa.

Per un normale impianto residenziale monofase, Hanchu propone ad esempio la serie ibrida HESS-HY-S da 3 a 6 kW, insieme a batterie residenziali LV come HOME-ESS-LV-9.4K.

Per sistemi trifase e fabbisogni più elevati, la gamma comprende invece HESS-HY-T da 5 a 12 kW e batterie residenziali HV.

Questo non significa che un impianto esistente debba necessariamente essere convertito a questi prodotti: la compatibilità va verificata sull’impianto reale.


10. E se voglio anche il backup durante un blackout?

Questo è un punto da chiarire prima dell’acquisto.

Avere una batteria non significa automaticamente avere energia durante un blackout.

La funzione di backup dipende da:

  • inverter;

  • schema elettrico;

  • uscita dedicata;

  • sistemi di commutazione;

  • carichi che si vogliono mantenere alimentati.

Se il proprietario vuole che durante un’interruzione continuino a funzionare frigorifero, illuminazione, router o altri carichi essenziali, questa funzione va prevista nella progettazione.

Aggiungerla dopo può richiedere modifiche ulteriori.


11. Attenzione anche agli adempimenti

Quando si aggiunge una batteria a un impianto esistente non bisogna considerare soltanto la parte hardware.

Per gli impianti incentivati in Conto Energia, il GSE considera l’installazione di un sistema di accumulo una modifica della configurazione dell’impianto. La comunicazione viene effettuata attraverso la procedura prevista, dopo l’aggiornamento del sistema in GAUDÌ.

Il GSE conferma inoltre che su impianti fotovoltaici incentivati è possibile installare un accumulo anche quando l’intervento prevede la sostituzione dell’inverter con un nuovo inverter dotato di sistema di accumulo, purché siano rispettate le regole tecniche applicabili.

Per impianti con altri regimi o configurazioni, gli adempimenti devono essere verificati in base alla situazione specifica prima dell’intervento.


12. Quali dati controllare prima di fare il retrofit?

Prima di chiedere un preventivo per una batteria, conviene recuperare:

1. Potenza dell’impianto fotovoltaico

2. Marca e modello dell’inverter esistente

3. Anno di installazione

4. Schema e caratteristiche delle stringhe

5. Energia prodotta annualmente

6. Energia immessa in rete

7. Prelievo serale/notturno

8. Fornitura monofase o trifase

9. Eventuali futuri carichi: pompa di calore, wallbox, induzione

Con questi dati è molto più facile capire se è meglio:

mantenere il vecchio inverter

oppure:

passare a un sistema ibrido.


13. Tre errori da evitare

Errore 1 – Cambiare subito un inverter recente

Prima bisogna capire se può essere mantenuto con una soluzione retrofit.

Errore 2 – Comprare una batteria senza verificare la compatibilità

BMS, tensioni, potenza e comunicazione devono essere coerenti con il sistema.

Errore 3 – Guardare solo quanti kWh ha la batteria

Nel retrofit contano anche:

potenza, inverter, schema elettrico, backup e consumi reali.

14. Conclusione

Aggiungere una batteria a un impianto fotovoltaico esistente è assolutamente possibile.

Ma non significa automaticamente dover sostituire l’inverter.

Se l’inverter esistente è recente, efficiente e tecnicamente valido, può avere senso studiare una soluzione che lo mantenga.

Se invece l’inverter è vecchio, poco adatto alla nuova configurazione o si prevede una forte evoluzione dei consumi, passare a un inverter ibrido può essere una scelta più razionale.

La decisione dovrebbe quindi partire da:

stato dell’impianto esistente + energia immessa + consumi serali + compatibilità tecnica + esigenze future.

Solo dopo ha senso scegliere batteria e inverter.


IS ENERGY può analizzare un impianto fotovoltaico già installato e valutare se è più opportuno mantenere l’inverter esistente oppure passare a una nuova configurazione con inverter ibrido e sistema di accumulo.


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